Approfondimenti psicoeducativi sui temi che incontro più spesso nello studio
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Articoli per capirsi meglio
Una selezione di approfondimenti psicoeducativi su temi che incontro più spesso nello studio. Brevi letture per orientarsi e trovare prime risposte.
Ansia: quando l'allarme non si spegne
L'ansia è una risposta naturale, ma quando diventa cronica può limitare la vita quotidiana. Riconoscere i sintomi fisici (tachicardia, tensione muscolare, difficoltà a respirare) e cognitivi (pensieri ricorrenti, paura di perdere il controllo) è il primo passo per affrontarla.
La tristezza è un'emozione fisiologica, la depressione è una condizione clinica. Distinguere i due stati è fondamentale: la depressione altera il sonno, l'energia, la capacità di provare piacere, l'autostima, e si protrae nel tempo.
Il critico interiore: come zittire quella voce che ti sabota
Tutti abbiamo una voce interiore che commenta ciò che facciamo. Quando è severa, svalutante e implacabile, diventa un sabotatore silenzioso che mina autostima, motivazione e benessere.
Una relazione tossica è quella in cui ci si sente costantemente svalutati, manipolati o impotenti. Riconoscerla non è facile, perché spesso si alterna a momenti di apparente normalità o intensa idealizzazione.
I due ruoli si sovrappongono ma non coincidono. Lo psicologo è un laureato in Psicologia abilitato e iscritto all'Albo, può fare diagnosi, sostegno, consulenze e interventi psicologici. Lo psicoterapeuta è uno psicologo (o medico) che ha completato una scuola di specializzazione quadriennale.
Il lutto: attraversare il dolore senza affrettare la guarigione
Il lutto non si supera, si attraversa. È un processo non lineare, fatto di onde che vanno e vengono, e ogni persona lo vive con tempi e modalità proprie.
Adolescenza: un periodo di trasformazione (non solo ribellione)
L'adolescenza è una fase di costruzione identitaria, non solo di opposizione. Il cervello si rimodella, il corpo cambia, le relazioni si ridefiniscono: tutto richiede energia, e tutto può essere fragile.
L'ansia da prestazione si attiva quando ci sentiamo valutati e tememo di non essere all'altezza. Esami, presentazioni, scadenze diventano minacce, e il perfezionismo finisce per paralizzare invece che spingere.
La mindfulness non è "svuotare la mente" né una pratica esotica: è la capacità di portare attenzione consapevole al momento presente, con un atteggiamento di curiosità e accettazione, senza giudizio.
I confini personali sono le linee invisibili che definiscono cosa è accettabile per te e cosa no, in tutte le relazioni: con il partner, in famiglia, al lavoro, con gli amici. Non sono muri, sono cancelli: stabiliscono cosa lasci entrare e cosa no.